
Varese, 18 luglio 2025, venerdì mattina. Calda, non troppo, un po’ malinconica. Troppo.
Pronto, Laura? Ciao, come stai? Volevo dirti che sono tornata a casa!
La vocina infantile al cellulare è inconfondibile.
E’ lei, la Bambina coi Fiori. E’ davvero una gioia sentirla, così cristallina, festosa… luminosa. Uno squarcio di luce in una giornata che si preannunciava, se non di nubi all’orizzonte, quantomeno di fermo del cuore.

Chiamo per conferma il Museo di Masnago: è tornata davvero, sorridono, ben conoscendo la mia bella amicizia con il capolavoro di Giacomo Balla (1871 – 1958): un’opera del periodo divisionista, che ritrae la figlia primogenita del grande artista torinese nato il 18 luglio del 1871 in una posa gentile mentre, con sguardo sgranato sull’osservatore, avvolta in una vestina celeste e protetta da un cappellino di paglia troppo grande per lei, serra al petto un bellissimo mazzo di fiori campestri, quasi nel timore che glieli si voglia portar via.
Mi ha fatto una bellissima sorpresa, Luce – questo il nome della piccola, e anche il sottotitolo dell’opera con cui in ambito artistico affettuosamente le si allude. Qualche giorno fa, prima di partire per Firenze, ero stata a Masnago per salutarne il ritorno da Mamiano, ma non era ancora arrivata a destinazione e sinceramente mi ero preoccupata: che stia così bene sui colli verdiani da non voler più rincasare?

E invece per fortuna mi sbagliavo. Sì, hai visto anche tu quando sei venuta a trovarmi: alla Fondazione Magnani mi hanno trattato come una principessa nel suo regno di fiori e giardini. Mi sembrava un sogno poter viaggiare, dopo tanto tempo in cui ero stata rinchiusa nel mio bel castello. E però, come sai bene anche tu, si viaggia per ritrovar sé stessi, per andare alla ricerca di qualcosa che abbiamo perduto: ed è bello rientrare arricchiti di esperienze e di nuove narrazioni.

Sei stata in buona compagnia, con tante altre splendide opere – le rispondo. Certo, fa eco lei: e poi ero così felice di aver fatto amicizia con quella signora dai capelli ramati che ti somigliava tanto, che il mio papà aveva ritratta fra i due paesaggi… e poi correre con lei a perdifiato nei giardini incantati di Previati, Segantini, Boccioni, e raccontarci tante storie di fiori e di primavera!
Luce sa sempre come catturarmi il cuore.

Così, nel giorno del compleanno del suo papà, che cade proprio oggi, la piccola Luce è tornata a casa dopo tre mesi di lunga vacanza emiliana, rinnovata e felice del successo e dell’ammirazione raccolti alla rassegna espositiva “Flora. L’incanto dei fiori nell’arte”, apertasi il 15 marzo scorso e chiusasi il 29 di giugno: e la Bambina coi Fiori, che si riuniva a tante altre opere del primo motore del Futurismo1, era stata scelta proprio come testimonial dei fiori e della Primavera nell’arte di Varese.


Molto bene, cara Luce! Salutami tanto il papà. Mi ha offerto un ottimo caffè alla Galleria degli Uffizi, pochi giorni or sono. Sì – risponde lei congedandosi con un trillo di voce: mi ha raccontato ed era contento che fossimo diventate amiche. E’ stato lui a riaccompagnarmi a Masnago: sai, ha tanti impegni, fra una mostra e l’altra, e così è già ripartito per la vostra, la nostra amata Milano… sta ripartendo la sala del Futurismo che avevi trovata chiusa qualche settimana fa.


Ora ti lascio tranquilla a raccontare l’avventura ai tuoi piccoli amici della Sala masnaghese dove sei tornata, tesoro: a Margherita Villa, alla Signorina F e a tanti altri bambini il cui sorriso è stato immortalato dai pittori perché rimanesse eterno. E’ stato davvero un piacere seguirti, piccola messaggera di grazia e bellezza varesine. Chissà che non si possa organizzare una bella festa collettiva in vostro onore, prima o poi.


Per l’appuntamento al museo di Masnago con la Bambina coi Fiori la Voce indossa un magnifico abito floreale – ça va sans dire – delle collezioni di Clarissa Indelicato – Indelicatissimo, via Garibaldi, Ferrara
- Giacomo Balla firma nel 1910 il Manifesto tecnico della pittura futurista, pur aderendo fattivamente al movimento solo due anni dopo. ↩︎
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