
Donna Luisetta Molina, per gentile concessione della signora Mariuccia Pigionatti.
Il giorno sedici di Aprile del 1936, in una Roma malinconica dove gli imponenti palazzi e le vestigia antiche si specchiavano nel manto acquoso di una giornata di intensa pioggia, eco delle loro molte lacrime d’entrambi avite versate nel tempo, si univano in matrimonio Luisetta Tola d’Oria, rampolla di antica stirpe sabauda, figlia del fu Gavino e di donna Angelica, e Luigi Molina, figlio del fu Paolo e della fu Alessina Rossi.
Non voglio dilungarmi sulle loro storie, che ho già raccontato sul Calandari do Ra Famiglia Bosina qualche anno fa; dirò solo che papà Gavino era morto presto, nel 1907, quando Luisetta aveva solo quattordici anni; mamma Angelica era mancata da sei anni; gli altri fratelli si erano accasati e per Luisetta, rimasta nella casa paterna ad accudirla con l’ultima sorella anch’essa nubile, Nina, non c’erano più doveri filiali da assolvere, se non appunto pensare a questa povera anima che sarebbe rimasta sola: ma sola non rimase, perché Luisetta la portò con sé a Varese. Anche Luigi, avvocato di brillanti studi pavesi e di trascorsi nel foro romano, non aveva più da accudire lo zio celibe Tito, che dopo il fallimento della banca di Varese del 1913 e la morte per il dispiacere del fratello Paolo, padre di Luigi, si era legato a lui in maniera viscerale.
Luisetta sarebbe stata la prima donna Molina in Varese dopo tanti anni, essendo mancata la suocera Alessina, torinese come lei, proprio in quel 1893 in cui era nata; Camilla Ballabio, sposa di Luigi Molina senior, era morta addirittura nel 1860 il giorno prima della proclamazione del Regno d’Italia.
Oggi mi preme ricordare che Luisetta, molto devota alla Madonna della Medaglia Miracolosa, aveva scelto di celebrare le nozze in Sant’Andrea delle Fratte, divenuto santuario mariano dopo l’apparizione della Madonna della Medaglia miracolosa nel 1842.


Foto della Madonna della Medaglia Miracolosa in Santa Maria delle Fratte. Sono di oggi 27 novembre 2024, tratte dalla pagina facebook del santuario, che seguo con affetto da anni.
Luisetta e Luigi non ebbero figli; però donna Molina si prodigò sempre peri poveri e in particolare i bambini meno fortunati e fu sotto la sua volontà che venne costruita sui suoi terreni ceduti al Comune di Varese, in via Brunico, la scuola Sacco, che avrebbe ufficialmente aperto agli scolari belfortesi sempre in un piovoso aprile, ma nel 1963.

La scuola elementare intitolata a Luigi Sacco, in via Brunico 57.
Alla nobile bontà di Luisetta e Luigi sono personalmente molto legata.